L’IMPEGNO DI AMIR SUL TERRITORIO, INTERVENTI PER 17 MILIONI

lucap Pubblicato il 17 Aprile 2019

Con la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato investimenti a rischio

Il servizio idrico integrato, così come funziona oggi in Emilia-Romagna, rischia di essere stravolto dal progetto di legge ‘Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque’.

Grazie al coordinamento di Atersir, Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti, dal 2015 ha preso forza uno schema di lavoro che a partire da accordi quadro – tra ente regolatore, proprietà delle infrastrutture e gestore – sviluppa progetti d’intervento in risposta ai fabbisogni dei territori. Nell’ambito di questa pianificazione Amir SpA ad oggi ha già messo in cantiere opere per quasi 17 milioni (2015-2022).

Ma è proprio il tema degli investimenti, di cui il settore ha un gran bisogno, a preoccupare alla luce della proposta di legge per la ripubblicizzazione del settore, proposta tuttora in giacenza in Parlamento. Il provvedimento punta a riportare il servizio idrico integrato sotto il pieno controllo pubblico. Quindi gestione diretta del servizio da parte degli enti locali previa revoca delle concessioni in essere. Un’operazione che potrebbe pesare 15 miliardi tra indennizzi e rimborsi debiti, più 5 miliardi per gli investimenti e altri 2 da destinare al bonus sociale. Soldi da inserire nella legge di bilancio, con inevitabili ricadute sulla fiscalità generale.

Secondo uno studio elaborato da Laboratorio Ref Ricerche per conto di Confservizi Emilia-Romagna ripubblicizzare per la nostra regione avrebbe un costo una tantum di 2,4 miliardi tra buonuscite per i gestori privati e maggior debito finanziario in capo ai bilanci dei Comuni. Più un costo annuo ricorrente di 800 milioni per il finanziamento degli investimenti e la prevista erogazione di 50 litri di acqua pro capite al giorno gratis. Per la sola provincia di Rimini una manovra che si aggirerebbe sui 150 milioni. Senza considerare spese di transizione di difficile quantificazione e possibili ricorsi.

Per la sola provincia di Rimini una manovra da 150 milioni. Senza considerare spese di transizione di difficile quantificazione e possibili ricorsi. “Ma l’acqua intesa come fonti e infrastrutture è già pubblica. Lo è per legge. Qui in Romagna anche per assetti societari”.

“Ma l’acqua intesa come fonti e infrastrutture è già pubblica – sottolinea l’amministratore unico di Amir SpA Alessandro Rapone – Lo è per legge. Qui in Romagna anche per assetti societari. Di privato c’è la gestione, industriale. Con la ipotizzata ridefinizione della governance del settore si capovolgerebbe l’intero assetto della riforma avviata nel 1994, al tempo studiata proprio per rimediare alle problematicità di quel modello. Il rischio più immediato e concreto è che si apra una fase di instabilità, a danno del servizio”.

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